Un computer che sembra un foglio, una lastra elettronica che ubbidisce ai comandi del polpastrello.
È l’I-pad: lavagna digitale incrocio tra uno smartphone e un netbook.
Il prefisso I dice già tutto: il marchio è Apple, l’ideatore Steve Jobs.
Non ha creato dei prodotti ma un’ideologia caratterizzata dall’anticonformismo.
Difficile non notare le allusioni bibliche del brand: il morso alla mela rimanda alla violazione da parte di Adamo ed Eva.del divieto divino di cibarsi dell’albero della conoscenza
Il primo avversario della Apple è il monolite informatico IBM. Nel noto spot “1984” girato da Ridley Scott e ispirato all’omonimo libro di Orwell, la “Big Blue” recita il ruolo del “Big Brother” che spia tutti e impone un pensiero unico. Così “Think different” non è solo uno slogan ma l’espressione di una filosofia. Il primo passo del cambiamento è l’invenzione dell’interfaccia grafica: per la prima volta arriva sul computer la metafora della scrivania, così l’utilizzo del computer si avvicina all’esperienza quotidiana allontanandosi dalle stringhe monocolore del dos e dagli asettici comandi a tastiera.
26 anni dopo con l’I-pad anche i – pur nuovi – termini “digitare” e “cliccare” si avviano verso l’obsolescenza e si ritorna ad un più naturale “toccare”.
Adesso Steve Jobs non è più un outsider ma un guru. Il mondo si divide in due categorie: “quelli del mac” e “quelli che non ce l’hanno”.
Quando un ribelle diventa imperatore.
Etichette: apple, computer, Ipad, macintosh, nuove tecnologie, Steve Jobs
marzo 7, 2010 alle 8:57 pm |
Il mondo si divide in due categorie: “quelli del mac” e “quelli che non ce l’hanno”.
Alla faccia dell’”ideologia caratterizzata dall’anticonformismo”!
Secondo me sono ottimi prodotti, innovativi quanto volete…ma tutto il resto è solo moda.